STORIA DEL TEMPO INUTILE

La storia di Marianna, colpita da SLA, grave malattia degenerativa del sistema nervoso che progressivamente la porta ad una perdita irreversibile del controllo della muscolatura scheletrica senza, però, alterazione delle funzioni cognitive e sensoriali.
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È il racconto di una quotidianità difficile e ripetitiva alla quale la protagonista, alter ego dell’autrice Luana Gorza, cinquantenne, forte e sensibile, cerca di dare un senso accettando il cambiamento.

All´insorgere della patologia Marianna decide, di ritirarsi in una piccola casa di legno, poco distante dai suoi famigliari. In questa casetta, denominata affettivamente Lena, situata tra il verde della valle e l’azzurro del cielo, Marianna vive i suoi giorni con Buch, il suo cane fedele e Svetlana, la sua badante, vedendo affievolirsi di giorno in giorno le sue capacità motorie. Ricorda con spirito di volta in volta forte e malinconico, oggettivo e poetico, momenti del suo passato, gli anni vissuti in Francia, la passione per la fotografia, i vari viaggi intrapresi e vola con la mente, a volte in assoluta solitudine, altre attorniata da persone che le vogliono bene e che lei con abilità caratterizza quale analista attenta delle dinamiche umane. Vengono messi in luce i rapporti diversi con le tre sorelle alle quali Marianna è molto legata, il grande amore tra realtà e immaginazione per Lorenzo, la delicatezza del rapporto di madre con i propri figli, le incompatibilità con suo marito Luca, la grande affettività per il suo cane.

Costante è l’attenzione al paesaggio circostante, le montagne tanto amate sullo sfondo, gli alberi del podere, i colori del cielo, la veste della vallata in cui Marianna vive nello scorrere delle stagioni che tanto l´affascina. Marianna sa rallegrarsi di piccole cose, il suo è un universo fatto di sensazioni ed emozioni minime da catturare con gratitudine pur nell’evoluzione devastante della malattia.

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